Caro Gigante: Non lo fa già Hope Macaulay?
“Caro Gigante, domanda sincera: Hope Macaulay non fa già quello che fai tu? I tuoi cardigan somigliano tanto ai suoi, e lei è davvero bravissima. Tu dove ti collochi?”
Che messaggio. Questo è arrivato dal modulo Chiedi a Gigante, ma me ne hanno chiesto delle versioni alle fiere, nei DM e una volta, indimenticabile, perfino mia madre. Quindi lascia che risponda come si deve, perché la risposta sincera comincia con un accordo totale.
Primo: sì, la nicchia ha una regina
Hope Macaulay è straordinaria. Ha costruito un’intera maison di maglieria dall’Irlanda del Nord quando aveva poco più di vent’anni. I suoi capi sono lavorati a mano da un gruppo di artigiane locali che lei assume e sostiene, il che significa che ogni suo cardigan porta dentro di sé mezzi di sostentamento veri. Ha portato la maglieria audace e oversize da curiosità da fiera dell’artigianato alle pagine delle riviste di moda, e lo ha fatto alle sue condizioni. E i cardigan? Splendidi. Non esiste una versione di questa risposta in cui io finga il contrario, perché ci vedo benissimo.
E allora che speranze abbiamo? Semplice: non stiamo nello stesso posto
Guarda bene cosa vende davvero ciascuno di noi. Quando compri un capo di Hope Macaulay, compri arte da indossare già finita: disegnata da lei, realizzata da mani esperte, pronta da mettere appena arriva. È il suo lavoro, ed è proprio questo il suo valore. (E sì, prima che un lettore attento mi scriva: offre anche qualche schema. Ma schemi di cardigan come i nostri, sviluppati in ogni taglia, con kit, lana preparata a mano e video di supporto per chi parte da zero? Non è il suo mestiere. È tutto il nostro.)
Quando vieni da Gigante, compri qualcosa che lei non ha mai venduto: il farlo tu. Uno schema con ogni ferro spiegato. Un kit con la lana preparata a mano e pesata per la tua taglia. Un video al tuo fianco per la prima serata incerta. E poi ore delle tue mani al lavoro, e il diritto silenzioso di rispondere a “dove l’hai preso?” con “l’ho fatto io.”
Hope vende il sogno. Io vendo il modo di realizzarlo.
Chi sceglie tra noi due non ha mai scelto davvero tra noi due. Se quello che sogni è possedere un Macaulay, compra il Macaulay; lo custodirai con amore, e sosterrai qualcosa di sinceramente buono. Ma se guardarne uno ti ha fatto prudere le mani, se il pensiero che hai avuto è stato chissà se riuscirei a fare qualcosa del genere, allora quel prurito non era mai per il suo prodotto. Era per il nostro.
“Ma i lavori si somigliano così tanto”
È vero, nel senso in cui ogni pane col lievito madre somiglia a un pane col lievito madre. Punti giganti e colori allegri sono la lingua comune della maglia grossa, e nessuno possiede una lingua. Quello che si può possedere sono i disegni, e qui sarò chiaro: i nostri disegni sono nostri, tracciati punto per punto nel nostro studio, e ci impegniamo molto a non copiare quelli di nessuno, i suoi più di tutti. Se amare la stessa lana nella stessa gloriosa scala conta come imitazione, allora ogni persona che abbia mai avviato qualcosa di grande ne è colpevole insieme agli altri, e che delitto adorabile sarebbe.
Da dove vengono, allora, i nostri disegni? Prima della maglieria ho passato anni come graphic designer, e a quanto pare quella formazione si trasferisce: proporzioni, equilibrio dei colori, composizione e tutti quei dettagli che decidono se una cosa audace sembra pensata o soltanto chiassosa. Quando disegno un cardigan a blocchi di colore, uso lo stesso occhio che un tempo usavo per impaginazioni e marchi. Le nostre palette e i nostri pannelli nascono da quella disciplina, non dal lookbook di qualcun altro.
Ed ecco il segreto su quel “dominata”
Il mio sogno non è mai stato prendermi una fetta di una nicchia. È che la maglieria grossa smetta del tutto di essere una nicchia. Credo davvero che chiunque abbia l’abilità e la forza di creare qualcosa di bello con le proprie mani; tutto il mio lavoro è fare da facilitatore che ti passa la lana, lo schema e la fiducia, e poi si fa da parte.
E il lato del fare, in questo mestiere, non è una gara in cui chi vince prende tutto. Tutto il contrario: ogni persona che Hope fa innamorare della maglieria oversize ne crea altre dieci che si chiedono se potrebbero lavorarne una da sole. Lei fa crescere proprio il giardino in cui noi piantiamo. Quando il suo lavoro passa nel tuo feed e il tuo cuore fa quel piccolo salto, si apre una di due porte, e solo una è la sua. Noi stiamo semplicemente all’altra, con i ferri in mano.
Quindi no, non passo le notti in bianco per la concorrenza di Hope Macaulay. Le passo sperando che un giorno, se Gigante diventerà anche solo l’uno per cento di ciò che lei ha costruito, potrò provare una frazione dell’orgoglio che lei deve provare per ciò che ha dato a quest’arte. Fino ad allora: lei fa i suoi, tu fai i tuoi, e il mondo si riempie di cardigan enormi. Vincono tutti.
PS. Hope, se mai leggerai queste righe: considera tutta la pagina una lettera da fan. Adoro quello che hai costruito, e se mai ti andasse di collaborare a qualcosa di enorme, i miei ferri e le mie mani sono pronti.
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